San Carlo, lacune da colmare

Nel numero di settembre di Cronache Cittadine, la redazione del PD Cremasco dava inizio a un “tour” nei quartieri della città per evidenziarne i cambiamenti, partendo da Crema Nuova e San Carlo. Nulla da dire per il buon lavoro fatto a Crema Nuova, ma riteniamo che San Carlo presenti ancora molte lacune riguardanti principalmente le aree verdi. Abbiamo quindi fatto un giretto perlustrativo.

La prima lacuna è il piccolo parchetto all’inizio di Via Lago Gerundo. Lungo 90 metri e con una larghezza che varia tra i 10 e i 23 metri, la dotazione consiste in 5 panchine di pietra disposte a cerchio che si stanno lasciando andare, due cestini (uno rotto) e un cartello per i cani.  Inoltre, il bordo della strada che affianca il parchetto viene utilizzato come parcheggio. Usufruendo meglio dello spazio a disposizione si potrebbero sostituire le panchine e i cestini, aggiungere un paio di tavolini, qualche gioco per bambini e magari una fontanella per l’estate. Con un costo relativamente contenuto l’attrattività di questo parcheggio crerrebbe notevolmente.

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Notare il cestino mancante.

Poco lontano troviamo il piccolo parchetto di Piazza Ugo la Malfa, la situazione è peggiore. Quattro panchine in pietra, di cui una distrutta almeno da metà 2015, e due cestini. Anche qua applichiamo lo stesso ragionamento: panchine nuove, un paio di tavolini, qualche gioco e una fontanella, e le abitazioni attorno probabilmente ne usufruirebbero.

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La panchina distrutta ormai da almeno un anno e mezzo.

La prossima tappa è il parchetto di Via Pietro Nenni, con la sua nuova area cani. La nostra domanda è: era davvero necessaria una recinzione e dei cancelli così alti? Sembra quasi una gabbia, non un’area di svago. Una recinzione bassa avrebbe dato un risultato molto più gradevole e altrettanto sicuro, vedasi ad esempio l’area cani del Parco Delle Basiliche a Milano. Anche un recinto in legno sarebbe stato molto più decoroso.

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L’aspetto diciamo non è dei più accoglienti.

Il resto del parchetto non è male. Buoni i giochi per i bambini, ma le vecchie panchine di legno andrebbero assolutamente sostituite. Anche qua una fontanella non guasterebbe.

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Le panchine sono conciate malaccio e ricoperte di muschio.

Concludiamo con due aree, non parchetti ma dei campi apparentemente inutilizzati. Il primo è il grosso campo che si affaccia su Via le Murie. Chi è il proprietario? Se fosse il comune, qual è la sua destinazione d’uso? Date le dimensioni notevoli (paragonabili al Campo di Marte), se convertito a parco sarebbe un’importantissima aggiunta al quartiere di San Carlo, dotato di piccoli parchetti ma lontano da quelli grandi come Parco Bonaldi e Campo di Marte.

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Vista del campo da Via delle Murie.
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Confronto dimensionale tra il campo e il Campo di Marte.

La seconda area è un’altro campo, più piccolo, situato tra Via Solera, Via Enrico Maria Barelli e Via Indipendenza. Fino a qualche anno fa era una foresta senza controllo, ma oggi la completa mancanza di alberi e un’erba non altissima testimoniano che qualcuno ci ha messo mano. Anche in questo caso, chi è il proprietario? Che uso si potrebbe fare di quest’area?

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Il secondo campo.
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Le dimensioni sono relativamente contenute.

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