Le nuove tecnologie per ripulire l’aria

Con l’arrivo della primavera l’incubo dei PM10 non è sparito, ma solo rimandato. Senza aver preparato un piano per il prossimo inverno il ciclo si ripeterà. Oltre alla lotta al traffico e all’inquindamento proveniente dagli edifici, pensiamo quindi che serva qualcosa con cui catturare le emissioni croniche. Perché non prendere in considerazione l’idea di sfruttare le nuove tecnologie per farlo? Il marzo scorso ha visto l’utilizzo di due di queste tecnologie a Milano, e noi possiamo immaginare utilizzi simili a Crema.

La prima è l’utilizzo di pitture anti-smog nei luoghi di passaggio nelle macchine. A Milano hanno fatto un murales con l’Airlite, una vernice italiana in grado di assorbire i gas NOx, inquinanti che in inverno raggiungono soglie davvero preoccupanti. Già l’anno scorso questa vernice era stata usata, sempre a Milano, per dipingere diversi murales sugli edifici di un quartiere. Dove si potrebbe utilizzare vernici simili a Crema? Sul sottopasso di Via Indipendenza sulle parti non dipinte dal murales dei bambini (o, visto che esiste una versione trasparente, anche su di essi), dove il traffico veicolare è ininterrotto. O anche dare una mano di vernice al ponte sul Serio (ne ha bisogno) che collega Crema a San Bernardino. Di posti ce ne sarebbero tanti, ovunque c’è traffico.

La seconda tecnologia è un tessuto anti-smog, anche questo italiano. A marzo sono comparsi diversi cartelloni pubblicitari di questo tessuto a Milano e Roma. Questo tipo di cartelloni potrebbbe essere utilizzato in qualsiasi cantiere o restauro: basti pensare a interventi come la riqualificazione dell’incrocio di Via Cadorna, ricoprire i lavori con questo materiale porterebbe a notevoli vantaggi per l’ambiente.

Non è difficile immaginare una pubblicità in tessuto anti-smog sul cantiere.

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