Il bike sharing a Crema

È passato ormai molto tempo dalla nascita del progretto CREMA 2020. In questi giorni stanno partendo i primi cantieri e stanno venendo fuori i primi dettagli su una delle componenti più interessanti del progetto: il bike sharing. Un progetto ambizioso: creare una rete di condivisione per una mobilità sostenibile, cercando di disincentivare l’uso dell’auto. In passato progetti di questo tipo sono spesso falliti, ma oggi si stanno diffondendo con più successo. Pochi giorni fa Fabio Bergamaschi (assessore alla mobilità, viabilità e trasporti) in un’intervista ha svelato numero e posizione degli delle future stazioni (invariati rispetto al progetto pubblicato a gennaio 2016):

In cima all’articolo una mappa con la posizione approssimativa. Link diretto.

Può però avere successo a Crema? La Bike Sharing Planning Guide dell’ITDP detta alcune regole fondamentali: distanza tra le stazioni possibilmente sotto i 300 metri, tra le 10 e 30 biciclette ogni 1000 abitanti.  Queste linee guida sono però indirizzate principalmente alle metropoli e, a detta di alcuni, sovrastimano il numero di biciclette necessarie: basterebbero infatti una bici ogni 1000 abitanti per avere un inizio di successo. In un commento su Facebook Bergamaschi dice che saranno “una cinquantina”, quindi su una popolazione di circa 34 mila abitanti questo requisito è soddisfatto. E per la distanza tra le stazioni? La distanza varia tra i ~700 metri e i 2km, quindi non propriamente vicini. Ma Bergamaschi non esclude il posizionamento di ulteriori stazioni in caso di successo.

Un paragone con un servizio che sta riscuotendo successo si può fare con San Donato Milanese: a settembre il bike sharing della città ha compiuto un anno. Popolazione leggermente inferiore (32 mila), 9 stazioni (+2 installate entro fine anno, portando il totale a 11) e 55 biciclette. Costo 20€ l’anno. Una grande differenza: superficie comunale un terzo di Crema. Dato un po’ falsato dalla grande quantità di campi nel territorio comunale di Crema, ma San Donato rimane comunque un comune ben più compatto e denso di Crema. In ogni caso, il primo anno si è rivelato un successo: 20 mila prelievi (una media di 55 al giorno) per 658 utenti (30 per utente in media).

In sostanza un comune più piccolo e con meno abitanti ma con più stazioni e più biciclette. Per Crema 7 stazioni potrebbero risultare troppo poche, soprattutto per le dimensioni del Comune. Troppa distanza da percorrere a piedi prima di raggiungerne una (e troppa distanza tra quella di deposito e la propria destinazione) rischierebbero di far crollare la popolarità del servizio. Tra le possibili aggiunte 4 sono praticamente obbligatorie: Parco Bonaldi, Porta Ombriano, Piazza Garibaldi, Santuario di Santa Maria. Il primo è un parco frequentatissimo, due sono le piazze più frequentate dopo Piazza Duomo, il Santuario è una delle attrazioni principali di Crema e cuore di un quartiere. E parlando di quartieri, dovrebbe esserci almeno una stazione per quartiere. Una possibile espansione potrebbe essere la seguente:

Clickare per ingrandire.

Un totale di 18 stazioni. Troppe? Forse, alcune potrebbero essere sacrificate. Ma 7 sono poche, rischiano di non bastare. Il bike sharing a Crema ha potenziale, bisognerà saperlo sfruttare per far avere successo al servizio.

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